Desire Marea, la sperimentazione dell'artista sudafricano fra club culture e Gqom

Membro del collettivo artistico queer FAKA, Desire Marea è un artista sudamericano dalla personalità estremamente sfaccettata. Desire, il suo ultimo lavoro discografico, è uno dei dischi elettronici più ispirati usciti negli ultimi mesi e trascende qualunque etichetta musicale per aspirare al concetto di pura arte.


Elettronica sperimentale, glitch, dance music, alternative r’n’b, sono tutte componenti che possono contribuire a dare un’immagine della complessa proposta musicale contenuta in Desire. Il mondo di provenienza sembra comunque essere principalmente la Gqom, genere prettamente sudafricano che era già al centro della produzione dei FAKA. Caratterizzato da bassi pesanti, synth grezzi e ripetitivi, il Gqom è uno dei generi dance più in voga in Sudafrica e si distingue per essere minimale e strettamente connesso ad un tipo di ballo chiamato Gwara Gwara, che consiste nel muovere braccia e gambe formando dei cerchi con gomiti e ginocchia. È facile notare delle similitudini con un certo tipo di musica che fa da collante nella scena dei Ball americani e che ha dato origine al Voguing.



L’ispirazione alla cultura dei club africani e del mondo queer sono dunque fortissime in questo disco, che non sfocia però mai nel diventare un album dance. Le tracce di Desire si basano infatti su ritmi mai troppo agitati, attraversati da distorsioni elettroniche e glitch inquietanti, che si contrappongono a sezioni vocali, a volte assenti, quasi sempre delicate, caratterizzate da un falsetto e un’impronta angelica che richiamano i primi dischi di Anohni , pubblicati sotto il nome di Antony and the Johnson. Un’altra coordinata molto vicina a Desire Marea è sicuramente l’art pop elettronico e sperimentale di FKA Twigs, specialmente quella di M3LL155X, con cui questo album condivide la forte ispirazione alla cultura delle ball.



Più che focalizzarsi su un pezzo specifico, Desire è un disco che si fruisce facilmente come intera esperienza. Alcuni brani, però, si distinguono particolarmente: è il caso di Ntokozo, che fonde suoni scratch elettronici e una lontana eco jazz, o dei singoli Tavern Kween, momento più orecchiabile dell’album, e You Think I’m Horny, basato più su ritmiche r’n’b, che comunque si perdono in una sperimentazione estremamente affascinante, volta a raccontare il desiderio di raggiungere l’interiorità di una persona, più che il suo lato carnale.


Desire è, in definitiva, un album estremamente contemporaneo, sebbene sia totalmente impossibile tracciarne i confini netti. La sua costruzione musicale totalmente originale e l’impegno sociale di cui si fa carico, anche soltanto nello sdoganare l’estetica queer in Sudafrica, lo rendono un progetto degno di grande attenzione e del merito di essere considerato vera e propria sperimentazione artistica.



N.B. non siamo riusciti a trovare informazioni precise circa l’identità di genere dell’artista, abbiamo quindi usato il maschile per favorire la leggibilità.

Se qualcuno avesse maggiori informazioni a riguardo ce lo comunichi e provvederemo immediatamente a sistemare l’articolo.

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