I 20 migliori dischi del decennio


20. Charli XCX - POP 2


Charli XCX è la prima artista ad aver portato la Computer Music all'interno del pop da classifica. POP 2, uscito come mixtape ma definito dalla cantante come un vero e proprio album, è sicuramente il suo progetto più riuscito e sperimentale, un disco simbolo di quello che sarà il pop nel futuro.



19. Lady Gaga - Born This Way


Già dai primi anni della decade, con The Fame Monster, Lady Gaga ha dato uno scossone alla scena pop mondiale, imponendosi immediatamente come un'artista da tenere d'occhio.

Con il secondo disco è riuscita a superare la formula di scrittura monocorde che limitava il disco d'esordio soprattutto nei brani non usciti come singolo. Born This Way rimane ad oggi il suo album migliore, un capolavoro pop-dance influenzato nella scrittura da stili disparati come il metal, il country e il rock. È qui, inoltre, che il sostegno alla comunità LGBTQIA+ è diventata una tematica fondamentale nella discografia della popstar.



18. Rihanna - Anti


Con Anti Rihanna mette per la prima volta davvero in discussione la consolidata formula r'n'b che le ha permesso di sfornare numerose hit nel corso degli anni. Nel disco sono presenti canzoni soul realmente emozionanti e dalla scrittura sopraffina, misti a brani dalle sonorità black arrangiati con estrema cura e originalità. Un lavoro piacevole e orecchiabile, ma al contempo pensato e finalmente interpretato con maturità.



17. PJ Harvey - Let England Shake


In Let England Shake, PJ Harvey affronta la tematica della guerra, citando in particolare la battaglia di Gallipoli e i conflitti arabo-israeliani. L'album dal sapore folk è l'ennesima prova dell'eccelsa scrittura della cantautrice, che riesce ad essere essenziale negli arrangiamenti e al contempo profondamente comunicativa grazie ad un'interpretazione positiva e speranzosa.



16. Robyn - Body Talk


Body Talk è uno dei dischi dance più iconici della decade. Sebbene sia uscito nel 2010, pochi album del genere sono riusciti ad avere un impatto così grande sul pubblico mondiale. Nonostante sia stato inizialmente pubblicato sotto forma di tre diversi ep, Body Talk è un lavoro coeso: i brani che lo compongono sono travolgenti e impeccabilmente prodotti, tanto da rendere il progetto indimenticabile.



15. Beyoncé - Beyoncé


L'album omonimo di Beyoncé Segna una svolta nella carriera dell'artista, che ha deciso, nel 2013, di pubblicare un album senza dare preavviso alcuno. Il metodo di pubblicazione non è tuttavia l'unico modo in cui l'artista è riuscita a sorprendere i fan: il disco pesca a piene mani nella scena alternative r'n'b di inizio decennio, creando una riuscitissima commistione di brani dal fortissimo potenziale pop e pezzi decisamente meno semplici, portando la discografia di Beyoncé su un nuovo livello.



14. St. Vincent - St. Vincent


Non è un mistero che con Saint Vincent la critica abbia sempre avuto un occhio di riguardo. L'artista si è guadagnata la profonda stima dei giornalisti musicali costruendo la sua discografia su uno stile rock elegante e misurato. Il suo album omonimo è riuscito a conquistare un ruolo speciale nella memoria degli ascoltatori di musica alternative, grazie alla qualità di scrittura e arrangiamenti. Ogni pezzo del disco è unico e capace di colpire nel segno grazie ad un graffio interpretativo che dona mordente all'ottima scrittura.



13. David Bowie - Blackstar

L'involontario testamento di David Bowie, Blackstar, è un'eccezionale album art rock, in cui fiati, rock classico, atmosfere noise e scrittura fuori dall'ordinario danno vita ad un disco sui generis, diverso da tutto quello che il cantautore ha pubblicato nel resto della sua carriera. Questo disco e la sua forte estetica vivranno nella memoria del pubblico ancora per molto tempo oltre questo decennio, così come l'immortale artista.



12. Sky Ferreira - Night Time, My Time

Night Time, My Time, del 2013, è attualmente l'unico lavoro completo pubblicato da Sky Ferreira, una delle più promettenti artiste alternative pop del decennio. Tra melodie rubate alle hit da classifica e atmosfere decisamente più dark negli arrangiamenti, Sky Ferreira è riuscita a dare vita ad un disco che sia i fan dei Suicide che quelli di Britney Spears potrebbero amare: questo è già un merito enorme.



11. Mount Eerie - Now Only

Mount Eerie è un artista che mette in musica i pensieri senza troppi filtri. La morte della moglie ha sconvolto la sua vita a tal punto da dedicare a questo evento diversi album. Now only, del 2018, è forse la sua prova migliore: in questo album i testi raccontano emozioni ed avvenimenti che verrebbero normalmente filtrati attraverso metafore e omissioni come se si trattasse di un diario a cuore aperto, con una sincerità a tratti quasi imbarazzante. Il risultato è un lavoro di un'onestà sconvolgente, in cui quasi tutti potrebbero rivedere le proprie reazioni contrastanti ad eventi traumatizzanti. Un vero capolavoro.



10. Bon Iver - 22, a Million


Nel suo terzo album Bon Iver è riuscito a spiazzare il pubblico con una mossa inattesa: introdurre la sperimentazione elettronica nel suo percorso musicale, fino a quel momento interamente dedito al folk. Nonostante le numerose critiche ricevute dai numerosi fan puristi della musica “analogica”, il risultato è innegabilmente magico ed eleva la musica del progetto Bon Iver, rendendola ricca, evocativa, meno prevedibile e persino più istintiva.



09. Sophie - Oil of Every Pearl’s Uninsides


Produttrice e disc-Jockey britannica, Sophie è una delle rivelazioni dell’elettronica degli ultimi anni. Oil of Every Pearl’s Un-insides è il suo primo vero disco, sospeso tra l’elettropop, la dance, l’art pop e l’ambient. Il valore della sperimentazione messa in atto è elevato ulteriormente dalle tematiche affrontate, legate all’esperienza da transgender dell’artista, che si esprimono in tutta la loro complessità nelle distorsioni di pezzi indimenticabili come Faceshopping e Ponyboy.



08. Perfume Genius - No Shape


Il quarto album dell’artista baroque pop Perfume Genius è senza dubbio il più riuscito della sua discografia. Tra pezzi dal piglio cinematografico, momenti chamber pop, ed esplosioni pop il cantautore trova finalmente il perfetto equilibrio di composizione, dando vita ad un vero capolavoro eclettico ed emozionante.



07. Fiona Apple - The Idler Wheel...


A Fiona Apple va probabilmente il premio come album dal titolo più lungo della decade. L’abbreviazione The Idler Wheel... nasconde infatti il reale titolo dato dalla cantautrice all’album: The Idler Wheel Is Wiser Than the Driver of the Screw and Whipping Cords Will Serve You More Than Ropes Will Ever Do.

Titolo a parte, il quarto disco di Fiona Apple presenta ancora una volta un songwriting impeccabile e sferzante, che trae ispirazione dalla tendenza alla depressione e all’autolesionismo della cantautrice, per poi esorcizzare i sentimenti negativi nell’interpretazione, come sempre intensa e incisiva.



06. Chelsea Wolfe - Pain Is Beauty


Chelsea Wolfe è senza ombra di dubbio una delle migliori cantautrici in attività oggi. In una discografia divisa tra folk e doom metal, quello che salta subito all’occhio è una scrittura eccelsa e anomala. Pain Is Beauty ha tutte le caratteristiche che amiamo nella produzione di questa artista: oscuro, pieno di immagini forti e arrangiamenti che partono in sordina per diventare sempre più solenni. Un vero capolavoro troppo poco conosciuto.



05. Lana Del Rey - Norman Fucking Rockwell


Finalmente il processo di raffinamento musicale iniziato da Lana Del Rey nel 2015 con Honeymoon è giunto al completo: la lolita un po' plasticosa tutta droga e daddy ha lasciato completo spazio ad una cantautrice dalla penna libera che, pur continuando ad affidarsi all'immaginario americano che ci ha sempre affascinati, lascia spazio a testi più maturi e riflessioni meno scontate, in un contesto musicale del tutto originale.

Norman Fucking Rockwell è il disco della maturità che la consacra come migliore cantautrice mainstream di questo decennio.



04. Frank Ocean - Blond


Frank Ocean è l’artista queer più apprezzato dalla critica negli ultimi anni. Attraverso il suo raffinato approccio musicale è diventato il re indiscusso dell’alternative hip hop di questo decennio. Giunto dopo a quattro anni dall’esordio, Blond è stato un disco attesissimo dal pubblico, ma ha ripagato ogni aspettativa. L’album vede la partecipazione di artisti del calibro di James Blake e Beyoncé, e conferma le ottime doti artistiche di Frank Ocean, che presenta un ricco carnet di emozionanti canzoni intime ed ambientali.



03. Lorde - Melodrama

Nonostante la giovane età, Lorde sembra aver già pubblicato il disco della carriera. In Melodrama la sedicenne innamorata che snobbava le feste e preferiva i campi da tennis si è trasformata in una donna che deve affrontare la sua prima vera crisi, cioè la fine di un amore importante, una di quelle che ti distrugge e ti fa sentire solo e sconfortato. Quest'album è un lavoro elettropop maturo, che risulta davvero interessante per la costruzione musicale e metaforica fatta intorno al tema. Un album memorabile per la popstar più sveglia della nostra generazione.



02. FKA Twigs - Magdalene


Dall’uscita di LP1, primo lavoro di FKA Twigs, l’artista ha dovuto fronteggiare un bel carico di emozioni negative dovute al contempo alla lotta con un fibroma e alla fine della sua relazione con l’attore Robert Pattinson. Tutta questa sofferenza viene elaborata in Magdalene, un disco in cui sperimentazione elettronica e melodie pop si incontrano, dando vita ad una potente riflessione musicale sul ruolo e l'identità della donna.



01. Bjork - Vulnicura

Ancora una volta un album che parla della fine di un amore (in questo caso anche di un matrimonio), tema che caratterizza l’intero podio di questa classifica. Bjork approccia l’argomento in maniera totalmente anomala, com’è solita fare. In Vulnicura, infatti, l’artista islandese sfoga il dolore e il senso di abbandono in totale libertà, senza curarsi di risultare tediosa. L'utilizzo degli archi permea l'album e rende il suono meno ostico che nelle prove discografiche precedenti. Questa caratteristica conferisce una maggiore leggerezza a tracce totalmente sperimentali, costruite più per esprimere qualcosa di profondo che per intrattenere. Le nove canzoni che compongono l'album non si curano delle regole del mercato discografico, ma sono pura espressione artistica, che riesce al contempo nell'ardua impresa di non sfociare in sterile autoreferenzialità.

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