I migliori telefilm queer degli anni 2010

Il mondo delle serie tv è stato uno dei primi ad aprirsi al mondo queer, soprattutto grazie al suo target, composto principalmente da adolescenti e giovani adulti via via più aperti nei confronti di queste tematiche. Negli anni 2010 lo spazio lasciato ai personaggi e alle storyline LGBTQIA+ è stato più ampio che mai, soprattutto dopo il terremoto Glee del 2009.


Ecco quindi la nostra selezione delle migliori serie tv a tematica LGBTQIA+ uscite negli ultimi dieci anni che ruotano intorno a personaggi lontani dall'eteronormatività


Euphoria (2019-in corso)

Un telefilm che è al contempo una panoramica dell'adolescenza nel 2019 e un viaggio psichedelico nella mente allucinata di una persona che ha fatto uso di stupefacenti.

Il punto più alto toccato dalla serie è probabilmente la prima, adrenalinica puntata, che vanta uno dei migliori montaggi di sempre per uno show televisivo.



Looking (2014-2015)

Patrick Murray è un designer di videogame nella moderna San Francisco. La storia si focalizza sul triangolo amoroso che nasce fra Patrick, il suo capo Kevin e Richie, un barbiere messicano. La storia segue anche le vite dei suoi due migliori amici, Dom, aspirante ristoratore, e Agustín, assistente di un artista locale.

La forza di questo telefilm sta nella regia cinematografica, dall'approccio indie, e nell'indagine della vita gay nella San Francisco più friendly, oltre le vite dei singoli protagonisti.



Pose (2018-in corso)

Da quando Rupaul's Drag Race è diventato un fenomeno di massa, la Ball Culture, già raccontata nel documentario Paris is Burning e dalla quale il mondo drag deriva direttamente, si è trasformata in oggetto di interesse del grande pubblico.

Nata dal genio di Ryan Murphy, creatore di Glee, Pose mette in scena questa cultura e tutto il mondo che per anni vi è girato intorno e lo fa attraverso le esperienze di personaggi forti, delineati con caratteri semplici, e storie importanti, che affrontano anche tematiche delicate come la battaglia con l'AIDS, efficaci nel creare empatia con lo spettatore.



Tales of the City (2019)

Il revival della serie tv classica Tales of the City è una piacevolissima perla, che si distingue nel catalogo di originali Netflix per il suo modo rilassato e colorato di raccontare.

I personaggi introdotti sono tutti estremamente realistici nelle loro numerose imperfezioni e incertezze, nonostante vengano posti in un'ambientazione quasi fatata, anche qui la moderna San Francisco, della quale viene messa in evidenza la forte apertura nei confronti della comunità LGBTQIA+.



Transparent (2014-2017)

Ci spostiamo su una produzione Amazon per concludere la lista. Transparent narra le vicende di una famiglia di Los Angeles dopo che i tre figli George, Sarah e Ali scoprono improvvisamente che il padre Mort è transessuale.

La particolarità di questa serie è quella di puntare i riflettori in maniera decisamente accentuata sulle relazioni dei tre personaggi principali e sul loro evolversi nel corso delle stagioni. La storia del padre, che ha sempre nascosto la sua disforia di genere e decide finalmente di vivere per come si sente di essere, rimane parte del background che anima la serie, ma viene comunque approfondita con una narrazione sempre efficace.

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