Il collage musicale di Cindy Lee, ex-voce degli Women, che oggi performa in drag

Un decennio fa nell’underground canadese si fanno spazio gli Women, band art rock dal suono fortemente personale, influenzato dalla musica noise e dal punk. Il punto più alto della loro produzione è il vibrante Public Strain, album a malapena cantato del 2010. Poi uno di loro muore e la band si scioglie.


In questi giorni, a distanza di dieci anni esatti da quel disco, esce, all’interno del progetto di nome Cindy Lee, What’s Tonight to Eternity, nuovo disco dell’ex-membro Patrick Flegel. Cindy Lee è il nome che Patrick ha deciso di darsi dopo essere uscito dalla band, una sorta di identità drag che viene definita sul sito della casa discografica, la Superior Viaduct, come “brainchild” dell’artista, una personalità nata nella sua testa, una figlia dell’estro creativo, insomma. Durante i concerti Patrick indossa spesso gli abiti di questo alterego, performando in drag.


La creatività non manca di certo a questo disco. L’intenzione alla base di questo album è quello di far collidere due mondi musicali totalmente opposti, la musica in voga negli anni ’60, come il soul delle Supremes, e il noise elettronico, con glitch e distorsioni, creando una musica al contempo nostalgica e futuristica, oltre che profondamente sperimentale.

What’s tonight to eternity si diverte a citare senza mai sbilanciarsi troppo su un sound: la musica nostalgica, rassicurante e conosciuta, diventa la base ideale su cui innestare discorsi sonori inquietanti e avant-garde. In alcuni momenti sembra quasi di ascoltare una stazione radio del passato intercettata da una navicella aliena (Speaking From Above).



Questo album è, in sostantza, l’equivalente sonoro di un collage realizzato con spaventosa cura. Nella maggior parte dei casi i "ritagli" provenienti dai due mondi coesistono pacificamente, ammaliando l’ascoltatore nei momenti più sospesi come Just for Loving You I Pay the Price o nel singolo Heavy Metal. Il sussulto è però dietro l’angolo: nel momento più alto del disco, I Want You to Suffer, lo scontro dei due suoni avviene in maniera esplosiva, aprendo ad una coda in cui il noise prende il sopravvento e schiaccia tutto in un delirio di glitch.

Questo modo creativo e tecnicamente eccellente di giocare con il suono è il motore di una prova discografica strabiliante, per un artista a cui piace stare sospes* tra maschile e femminile, così come tra generi musicali diversi.

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