Il Mio Vicino Totoro: L'importanza di meravigliarsi

Considerato il lungometraggio simbolo dello Studio Ghibli, Il Mio Vicino Totoro è diventato in pochissimo tempo un classico per bambini, soprattutto nella patria nipponica, dove è considerato un vero e proprio film di culto: si dice che in tutte le case giapponesi sia presente una copia del DVD o perlomeno un gadget.

Anche nel resto del mondo Totoro ha avuto un impatto fortissimo, tanto è vero che il grosso e batuffoloso spirito della foresta è diventato una vera e propria icona moderna, riconoscibile da tutti, grandi e piccini. Un vero e proprio fenomeno, insomma, prima che la parola fenomeno assumesse il significato odierno.

Ma cosa ha reso Totoro il film più famoso dello Studio Ghibli? La risposta è più complicata di quanto potrebbe sembrare.



Già, perché Totoro è un film semplice solo in apparenza. Non ha una trama complicata, anzi, la trama è quasi assente: una famiglia composta da un padre professore e due figlie piccole si trasferisce in un tranquillo paesino di campagna, per essere più vicini alla moglie di lui ricoverata in un ospedale della zona. E basta. E questi pochi elementi vengono inseriti in un paesaggio idilliaco, quasi onirico, sospeso in uno spazio-tempo non ben definito, ma che lo spettatore percepisce immediatamente come lontano e inavvicinabile.



Lo straordinario appare improvvisamente e inaspettatamente alle bambine: si nasconde negli angoli di casa, nei campi, nei boschi. Sono tutte manifestazioni degli spiriti della foresta, piccole divinità protettrici della Natura, e il loro re è un gigantesco animale a metà tra un tanuki ed un orso: è Totoro, e Miyazaki ne fa una divinità assolutamente piacevole e bonaria, che diventa la rappresentazione della purezza e dell'innocenza. Sono proprio queste due caratteristiche che lo rendono visibile solo alle bambine, le quali ricevono da Totoro un regalo preziosissimo: la meraviglia. E non solo la meraviglia della magia, ma anche quella delle cose semplici, come il vedere le piante crescere, i fiori sbocciare, le fronde degli alberi muoversi cullate dal vento. Totoro è la rappresentazione del beato ed incantato stupore che tutti i bambini provano, e che forse noi adulti ci siamo dimenticati. Gli spiriti della foresta ci insegnano che non serve sognare luoghi lontanissimi per trovare la vera magia: basta osservare la Natura che ci sta attorno, ed entrare in contatto con tutto quello che la rappresenta, e tutto sembrerà essere migliore.


Questo dono prezioso e l'amicizia con questi straordinari vicini aiutera Satsuki e Mei ad affrontare anche i momenti più difficili, quando la realtà della vita adulta si scontrerà inevitabilmente con l'innocenza della loro infanzia. Ma loro, sembra suggerire il film, hanno un potere in più: sanno ancora meravigliarsi. E sarà proprio questo, e l'aiuto di un vicino di casa, che sembra un enorme peluche, ad aiutarle. Totoro ha la classica struttura fiabesca tipica dei film dello Studio Ghibli, e anche in questo caso le protagoniste sono di sesso femminile: bambine, certo, ma che sanno il fatto loro. Satsuki rappresenta la fine dell'infanzia, quando i contorni del mondo reale si fanno più definiti e i giochi da bambina sembrano sempre più lontani, ma non per questo ignora la presenza della magia: anzi, ne fa tesoro, la conserva nel suo cuore, ne fa un'alleata preziosa, ed è ancora in grado di meravigliarsi assieme a Mei, la sorellina piccola.


Totoro è un film sull'importanza del sapersi meravigliare sempre, continuamente. È una storia che vuole ricordare quanto sia fondamentale conservare sempre una parte della propria innocenza e l'amore per i propri cari, anche se inevitabilmente prima o poi tocca crescere e affrontare la vita adulta.

Solo in questo modo le cose ci appariranno migliori, e gli spiriti della foresta ci saranno benevolenti.

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