Jamila Woods mette in scena la cultura black in Legacy! Legacy!

Legacy! Legacy! è il secondo disco di Jamila Woods, un progetto che trae slancio dai grandi punti di riferimento della cantautrice. Ogni traccia si ispira, nel suono e nel nome, ad un importante artista di colore: dalla tromba di Miles Davis alla street art di Jean Michel Basquiat, dal funk di Betty Davis agli scritti della studiosa Zora Nelle Hurston, sono tantissime le eredità che la Woods mette in scena in questo disco, che è al contempo tributo e forma d’arte a sé stante.

Nonostante l'album possa fregiarsi di un sound riconoscibilissimo per estroversione e capacità di destare attenzione, sono numerosi i generi messi in campo.

Betty, il primo pezzo dell’album, è una riuscitissima canzone soul dalla costruzione tradizionale, immersa, però, in potenti beat moderni, che strizzano l’occhio alla trap. Il tappeto urban di Muddy, una delle canzoni più solari del lotto, sembra a tratti mostrare la contaminazione con artisti come Kendrick Lamar e Chance The Rapper, con cui la cantautrice ha collaborato in passato. In Frida e Eartha le atmosfere si fanno più soffuse, con prevalenza dei bassi, mentre la traccia di chiusura Betty (For Boogie) flirta con la disco music.


Il valore di questo album, tuttavia, va ben oltre la capacità di mischiare in modo eccentrico i vari stili musicali che hanno segnato la cultura nera. Jamila Woods, infatti, oltre ad essere una musicista, è anche una poetessa ed attivista, che, nonostante la giovane età, ha già dalla sua diverse pubblicazioni e un impegno sul campo non indifferente (tra le altre cose, insegna alla Young Chicago Authors, organizzazione giovanile che assicura uno spazio sicuro per la gioventù nera). Il suo obiettivo non è soltanto quello di rappresentare un olimpo di nomi importanti della black culture, ma anche di raccontare, attraverso le loro figure, la rabbia di una fetta di società che ha subito troppo. “A hundred motherfuckers can’t tell me | How I’m supposed to look when I’m angry”, canta in Giovanni, rivendicando la ragione di questa rabbia, che si è evoluta nel tempo a causa della mancanza di rispetto per le differenze. Ma questo non è soltanto un disco di rabbia, la Woods vuole anche rivendicare l'importanza del proprio punto di vista, l'orgoglio nella diversità: “I am different […] I am not your typical girl | Throw away that picture in your head”, il disco si apre con queste parole, che sottintendono la differenza puramente basata sul colore della pelle, ma anche sull’essere donna, sull’essere una persona sveglia, attiva, pronta ad approfondire, a vivere una vera e propria liberazione.

I'm creating art that can be healing. Art that can make you feel like you're not alone, like you're not an outsider. Art that is useful.

Legacy! Legacy! è, in fin dei conti, un sophomore album piacevolissimo ma ben scritto e stratificato. È impossibile non essere affascinati dall’interpretazione della Woods già dai primi brani, mentre la varietà del disco fa si che l’ascoltatore risulti sempre incuriosito dalla proposta musicale, accorgendosi pian piano di come, dietro l’aspetto di un album popolare, ci sia la testimonianza del punto di vista di un’intera cultura.

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