La riedizione dell'ultimo disco di Levante: la memoria è magma e non si spegne mai

Reduce dalla partecipazione alla settantesima edizione del Festival di Sanremo, Levante torna nei negozi di dischi e su tutti gli store online con la riedizione del suo quarto album, Magmamemoria MMXX. La cantautrice ha sempre dichiarato di non amare molto i repack, in quest’occasione, tuttavia, ha voluto tentare questa strada commerciale accompagnando la riedizione non soltanto con il pezzo sanremese, Tikibombom, ma anche con una deluxe edition contenente una lunghissima serie di versioni speciali e live dei brani.


A livello sonoro, Magmamemoria non è molto distante dal precedente capitolo discografico, Nel caos di stanze stupefacenti. Anzi, nonostante l’artwork punti su un mood totalmente differente richiamando il vulcano, il rosso magma, il discorso musicale viene ripreso sostanzialmente da dove era stato lasciato in precedenza. Nonostante questo, il vulcano in eruzione c’è e si sente: Andrà tutto bene, il singolo di apertura, potrebbe essere il seguito di Non me ne frega niente, con un’incedere quasi da marcia, ma arricchito da un upgrade di arrangiamento basato sulle sonorità anni ’90, che caricano ulteriormente la sua incessante andatura. La melodia, invece, si lancia quasi in un grido nel ritornello, ad esorcizzare l’insoddisfazione e la protesta di un’intera generazione:


Arrestano un ragazzo

Lo uccidono per spaccio

L'involuzione che fa specie trova consenso,

La vita è un dono sacro

L'eutanasia un peccato

Se muore uomo in mezzo al mare è solo un immigrato


Con questo e altri testi del disco Levante fa un passo avanti a livello tematico. Il punto di vista espresso con la citazione a Stefano Cucchi e sul tema dell’immigrazione introduce la volontà di mettersi dalla parte degli ultimi della società, che è anche il tema fondamentale portato dalla cantautrice sul palco dell’Ariston con Tikibombom, che, nonostante musicalmente non presenti guizzi particolari rispetto a ciò a cui ci ha abituati Levante, risulta essere uno dei testi più piacevoli della sua discografia ad oggi. Costruendo una contrapposizione tra i ritmi superficiali da classifica (il tikibombom del titolo) e il tango, la cantautrice introduce il tema della diversità, che approfondisce inanellando una serie di metafore ben riuscite. Meno calzante, invece, la critica di Bravi tutti voi, che rimane molto generica.



La Levante più classica viene fuori in brani come Saturno, Reali, Se non ti vedo non esisti, dove il sound viene aggiornato dalla presenza più accentuata di una sezione di archi in background.

Non mancano, però, momenti sorprendenti: Magmamemoria, la title track messa in apertura del disco è uno di questi. Si tratta di una ballad intensa che gioca sul tema centrale del disco, la memoria. La cantante interpreta il pezzo con ammaliante languore, mentre varie linee vocali si sovrappongono a imitare le sovrapposizioni di archi e cori nel background. Con questa performance vocale la cantautrice si avvicina più che mai ad una delle artiste a cui si è sempre ispirata, Carmen Consoli, che fa un’apparizione nel secondo singolo dell'album, Lo stretto necessario, un pezzo che rievoca la Sicilia attraverso poetiche immagini tratte dai ricordi di Levante, che fino ai quattordici anni ha vissuto a Palagonia, in provincia di Catania.



È forse per dare forza al nucleo tematico dei ricordi che le ballad assumono in questo disco un ruolo fondamentale, rendendo il range sonoro più vario che in alcuni album passati dall’artista. In chiusura troviamo la chiacchieratissima Antonio, intensa dichiarazione d’amore dedicata all'ex-fidanzato Diodato, e Arcano 13, che affronta la tematica della morte a cuore aperto. Sorretta soltanto da flebili accordi al piano e dall’interpretazione straziata di Levante, la canzone chiude il disco con una nota riflessiva, mettendo l’accento su un’evoluzione di scrittura ancora in corso.

Levante sembra voler fotografare questo momento di crescita, che vede contrapporsi riflessioni profonde e pacate ad esplosioni vulcaniche di rabbia, collegate al tema della memoria. Proprio come magma che bolle nell'inconscio di ognuno, infatti, i ricordi fanno da motore a questo disco, scaturendo i due approcci che lo sorreggono: rabbia e nostalgia. I ricordi positivi del passato (Lo stretto necessario, Antonio, Arcano 13), creano la condizione per l'introspezione, mentre i ricordi più recenti di ciò che avviene all'esterno, nella società, danno vita ai momenti di reazione e devono essere monito indimenticato (Andrà tutto bene, Bravi tutti voi, Tikibombom).


Magma Memoria è un disco forse più pensato dei precedenti, in cui Levante non perde la sua cifra stilistica, consegnando un lavoro di ottima fattura nelle mani del pubblico.

Per l’evoluzione futura del suo progetto discografico ci auguriamo che possa riuscire ad aprirsi a nuove collaborazioni, che potrebbero aiutarla a differenziare maggiormente la sua proposta musicale già buona.

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