Le semplici cose: il fumetto che racconta la vita dietro la GPA


Dev’essere difficile per un autore prendere la decisione di affrontare una tematica scottante dal punto di vista probabilmente meno popolare. Dev’essere altrettanto difficile farlo prendendo in mano due personaggi creati anni fa, affidandogli il compito di raccontare una storia così forte, in un modo forse ancor più forte. E tuttavia questo si è rivelato essere il miglior modo per veicolare il messaggio che Massimiliano De Giovanni, autore de Le semplici cose, pubblicato in questi giorni per Feltrinelli Comics, voleva trasmettere. I personaggi in questione sono Enrico e Matteo, già scritti dall’autore e da noi conosciuti attraverso le illustrazioni di Andrea Accardi, che ritorna anche questa volta ai disegni. La tematica è la GPA, gestazione per altri, quel fenomeno che in gergo comune viene definito con la dispregiativa locuzione di “utero in affitto”, cattiva abitudine che viene sottolineata anche all’interno del fumetto.



In particolare la storia, totalmente indipendente e comprensibile senza aver letto il libro precedente, si focalizza sulla scelta di Enrico e Matteo di ricorrere a questo metodo per avere un bambino. Passati anni dalla prima apparizione su carta, i due sono diventati una coppia stabile e questo gesto sembra loro naturale. Tuttavia le persone che hanno intorno, sia amici che parenti, non sono dello stesso parere e, come se non bastasse, l’imprevedibilità della vita si mette in mezzo a complicare la situazione. L’importanza di questo fumetto sta nella sua capacità di dimostrare, attraverso una storia che non finisce come ci si aspetterebbe, quanto le idee di queste persone, che potrebbero essere tranquillamente nostri conoscenti, siano in realtà frutto di una maniera sbagliata di concepire il rapporto tra le figure che prendono parte al processo della GPA o ancora di dare per scontato che la persona che decide di offrire il proprio corpo per donare un figlio a qualcun altro lo faccia esclusivamente per motivazioni economiche. La costruzione dei personaggi è ottima e grazie al lavoro fatto su di loro l’immedesimazione è immediata. Incompresi, inizialmente risoluti e poi sempre più provati dagli avvenimenti, i due protagonisti porteranno chiunque leggerà questo libro a rendersi conto di come, in fondo, ogni umano abbia il diritto di desiderare un figlio e che averlo attraverso la gestazione per altri non è per forza un sopruso del più ricco e potente sul più povero e debole.


Attraverso gli espressivi disegni di Andrea Accardi la storia si dipana su più livelli temporali, che vanno dal 2014 al 2019. Ad aiutarci in questi numerosi salti temporali subentra l’uso del colore, che cambia di dominante in base ai periodi e alle situazioni vissute dai personaggi, passando dal giallo acceso ad angoscianti sfumature di viola e blu. La scelta risulta particolarmente azzeccata per consentire al lettore di rientrare ogni volta nel giusto mood e non confondere i momenti della narrazione. Le Semplici Cose è un libro toccante perché la storia raccontata è profondamente simile a quella della vita di ognuno di noi: ingiusta, complessa, difficile da accettare per com’è e nonostante tutto immensamente bella, degna di esser vissuta cercando un senso simbolico in avvenimenti che in realtà non sono simbolo di niente, ma avvengono casuali, buoni o cattivi, voluti o non voluti, che ci piaccia o no.


Le foto contenute in questo articolo sono tratte dalla pagina facebook del fumetto n.d.r.

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