Marta Tenaglia interpreta Giovanni, prima cover del progetto Prospettiva (Puntata 1)


Sin dagli inizi della sua storia editoriale, uno dei principali obiettivi del nostro magazine è quello di accendere i riflettori su una categoria troppo spesso lasciata in disparte nella musica italiana: quella delle cantautrici.


È proprio all'interno di questo filone tematico che vi proponiamo il progetto Prospettiva di Marta Tenaglia, talentuosa cantautrice nu-soul al lavoro sul suo primo disco. Per quattro Mercoledì consecutivi ospiteremo in esclusiva sul nostro sito la musica dell'artista, attraverso quattro cover realizzate durante il lockdown, che le sono servite per riflettere e trasformare in musica le emozioni vissute in quei momenti. Eteree ed evocative, le proposte di Marta ci hanno conquistato sin dal primo ascolto grazie alla loro atmosfera intima e all'interpretazione profonda. Ad accompagnarle ci sarà di volta in volta un podcast, basato sulle tematiche che confluiscono nella sua musica e realizzato in collaborazione con altre ospiti, per un progetto interamente al femminile. Ad accompagnare la cantautrice nella prima puntata sono Mary Adorno (giornalista di Cosmopolitan) e Flavia Guarino (agente booking presso OTRlive e mental-health ambassador per Restart).


Il brano che da il via al tutto, di cui Marta ha realizzato una identitaria versione, è Giovanni di Jamila Woods, cantante tra le nuove esponenti del nu-soul internazionale di base a Chicago, ma anche poetessa e scrittrice, i cui lavori pongono l'accento su temi quali l'identità nera e il femminismo, con particolare enfasi verso l'amore per se stessi e la propria città (abbiamo recensito l'album da cui è tratta la canzone qui).


Buon ascolto!


Progetto grafico a cura di Veronica Moglia




"Le donne della mia famiglia sono sempre con me, come l’aria di mare, come l’aria bagnata dalla pioggia, che mi racconta di posti lontani in cui non so se sono stata davvero.

Come l’odore del mare d’inverno, che arriva per portarmi via, altrove, in posti lontani dove sono stata quando ero una bambina che guardava il mondo con occhi tristi.

Ho fatto molta fatica ad accettare questa eredità fatta di brezza e acqua marina.

Se proprio devo essere acqua, mi piacerebbe essere un po' più ruscello.

Pozzanghera al massimo.

Pioggerella.

Scorrere spensierata, né veloce né lenta, giusta.

Insieme alla gravità, insieme alle cose.

Accarezzare i sassi, accompagnare i pesciolini, nutrire la terra.

Invece sono oceano.

E la vita mi trapassa il petto come un treno in piena corsa.

Delfini e balene mi attraversano il respiro.

Il blu è così buio che mi illumina gli occhi.

Il vento mi muove l'anima, sono vapore che si scaglia verso il cielo.

Sono massa di acqua in cui mi avvolgo.

Sono onda perenne e orizzonte dei gabbiani.”

- Marta Tenaglia

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