#thequeerplaylist: 10 brani contro la mascolinità tossica

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Transition From Nowhere to Nowhere - Ezra Furman

Ezra Fruman è un cantautore alternative statunitense. Da sempre aperto sulla sua fluidità di genere, è solito salire sul palco indossando makeup o gioielli.

In Transition From Nowhere to Nowhere, rock song che cita gli anni '70, il cantautore mette in scena l'angoscia causata dalle aspettative sociali nei confronti della sua espressione di genere.


"Remember I tried to ask what it means to be a man They threw me in the back of a truck and they tied my hands"

It's Okay to Cry - Sophie

Sophie è una musicista e producer dedita all'elettronica.

Completata la transizione di genere, l'artista ha dato alle stampe Oil's of Every Pearl's Un-Insides, brillante disco d'esordio, che si apre con It's Okay to Cry, un invito esteso a chiunque, al di là del sesso, ad esprimere liberamente le proprie emozioni ed anche le debolezze.


"I can see the truth through all the lies

And even after all this time

Just know you've got nothing to hide

It's okay to cry"


Straight Boy - Shamir

Con cinque album all'attivo nei primi cinque anni di carriera, Shamir è fra i cantautori queer più prolifici degli ultimi tempi.

Nella ballad electro Straight Boy, l'artista si toglie un sassolino dalla scarpa, cantando di tutti i problemi relazionali avuti con gli uomini etero nella sua vita, dovuti a quello che descrive come un falso senso di orgoglio (= la loro concezione di mascolinità distorta).


"Hope that there's any good left in this life

And trust I give isn't given to me

And the hate inside is all I see

And you're clinging to a false sense of pride"


Samaritans - IDLES

Gli IDLES sono una gruppo heavy post-punk formatosi a Bristol. I loro testi sono sempre caratterizzati da una visione progressista e parlano di temi sensibili come immigrazione, accoglienza e vulnerabilità.

Con Samaritans, la band elenca tutti i comportamenti a cui i maschi vengono forzatamente costretti durante la crescita, fino a descrivere l'insieme di questi atteggiamenti con il gioco di parole "the mask of masculinity", una maschera che possiede le persone e ne distorce la personalità.


"The mask of masculinity

Is a mask, a mask that's wearing me

The mask, the mask, the mask

I'm a real boy, boy and I cry I love myself and I want to try This is why you never see your father cry"



JUNKY - BROCKHAMPTON

I BROCKHAMPTON sono un caso più unico che raro. Il collettivo musicale hip hop statunitense, originario di San Marcos, affronta spesso temi rischiosi per il mondo del rap come l'omosessualità e la mascolinità tossica.

In JUNKY il messaggio è più chiaro che mai: i BROCKHAMPTON chiedono alla scena rap di togliersi la maschera obsoleta (anche qui usata come gioco di parole) di virilità e insensibilità.


"You know, like closet niggas, masc-type

Why don't you take that mask off?

That's the thought I had last night

Why you always rap about bein' gay?

'Cause not enough niggas rappin' be gay"


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