This Is Elodie: un album di cambiamento per la cantante romana

This Is Elodie: un titolo inconfondibile per il ritorno della cantante romana a distanza di tre anni dall’ultimo disco. Con questa uscita Elodie e la sua casa discografica, Universal, tentano un esperimento sanremese del tutto inedito: pubblicare l'album in un’edizione unicamente digitale circa una settimana prima dalla manifestazione. La versione fisica è uscita invece in questi giorni e contiene anche Andromeda, il brano in gara a Sanremo. La strategia commerciale è molto interessante: uscire proprio nel momento in cui molti aspettano con trepidanza l’arrivo della settimana sanremese non può che accendere uno spotlight sul progetto discografico, la cui fruizione risulterà per molti un modo per ingannare l’attesa.


Ascoltando This Is Elodie è evidente che il repertorio musicale messo in campo, ravvivato da arrangiamenti leggeri e moderni, mostri un lato completamente nuovo di Elodie, che era finora venuto fuori soltanto con i singoli estivi Margarita, Rambla e Nero Bali, tutti contenuti in questo progetto, nonostante le date di uscita arretrate. L’artista, come ha dichiarato in alcune recenti interviste, non sembrava essere davvero convinta della piega troppo tradizionale presa dalla sua carriera musicale prima di questi pezzi. Attratta dalla scena hip hop italiana e dai sound urban, Elodie si è gettata a capofitto in un nuovo ambiente all'interno della discografia, finendo anche per legarsi sentimentalmente al rapper Marracash. Al di là del gossip, prendendo in considerazione l'intero album è innegabile che la cantante esca immensamente più forte da questo processo di svecchiamento: i primi due dischi, inutile far finta di nulla, risentivano di una similitudine eccessiva al pop melodico più tradizionale di alcune colleghe arrivate prima attraverso lo stesso talent show che l’ha lanciata: Amici. Ovviamente il problema non era Elodie, dotata di uno timbro particolare e dal buon appeal, quanto più del tempismo e di una scena musicale stantia, che ha solo recentemente lasciato spazio alla possibilità concreta di sperimentare. Insomma, appropriatasi di questo nuovo genere, la cantante sembra raggiungere una dimensione finalmente personale, in cui è impossibile confonderla con altre interpreti del panorama italiano.



Elettronica, rap, momenti in cui le sonorità trap si uniscono al pop, tormentoni estivi che non rinunciano all’essere stilosi: in questo disco trova spazio tutto ciò che è moderno.

Mal di testa, primo vero singolo dell’album, pubblicato la settimana scorsa, metteva già in chiaro queste contaminazioni. Il brano, che vede la collaborazione di Fabri Fibra, risulta positivamente "appiccicoso" grazie ad un sound che rimanda a sonorità anni ’90 (non a caso all’improvviso appare Neffa a cantare una frase). Nel video della canzone vediamo il cameo di diversi membri dell'ambiente di artisti tirato in ballo prima. Tra questi: Fabri FibraMargherita Vicario, NeffaMahmoodCarl BraveMarracash, StashMyss Keta, oltre ad alcune star televisive e dei social. Alcuni degli artisti citati appaiono nella tracklist come featuring, mentre altri contribuiscono alla scrittura dei pezzi.


Oltre al riuscito brano di lancio, Elodie ha raccolto in questo lavoro numerose canzoni dall’enorme potenziale pop: il groove di Superbowl è irresistibile; la melodia power pop di Diamanti, sebbene nascosta dietro atmosfere soffuse, è catchy e trascinante; l’esplorazione vintage di Pensare Male da vita ad un funk pop che resta immediatamente in testa.

38e uniche vere downtempo presenti nel disco sono soltanto due e sono posizionate in fondo alla tracklist. La prima è una cover di Marracash: Niente canzoni d’amore, traslata dal rap al canto. Quella che colpisce maggiormente, però, è la seconda, In fondo non c’è, scritta per Elodie da Levante e di cui si è sentito molto vociferare nelle ultime settimane. Secondo alcune fonti, in passato, il pezzo sarebbe anche stato presentato a Sanremo e rifiutato, probabilmente da Carlo Conti. Non è difficile, in effetti, immaginarlo arrangiato in una veste pop sanremese, con il coinvolgimento dell’orchestra. Tuttavia, Elodie ha deciso di presentare il brano in una veste meno scontata, in cui la sua voce ovattata si contrappone alla forza emotiva dell’arrangiamento più suonato dell’intero album.


La più grande sorpresa del disco, però, è Andromeda. Con questo pezzo pop moderno influenzato da urban, trap e hip hop, Elodie ha portato all'Ariston una forma-canzone particolare, ammaliante ed estremamente originale. Si sente il tocco dell’autore, Mahmood, accompagnato da Dardust alla produzione, ma l'interprete sa rendere il tutto estremamente personale e coinvolgente, grazie anche ad una forte presenza scenica. È il brano giusto per rappresentare al meglio di fronte al grande pubblico l’evoluzione sonora che Elodie ha abbracciato in questo album di pop moderno e di ottima fattura. È bello vedere come la sua personalità stia finalmente uscendo allo scoperto, quindi non possiamo che tifare per lei, augurandole un buon piazzamento nella classifica finale di Sanremo.

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